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Consigli per una perfetta gestione delle colonie feline

Gatti e Gattare d'Italia

In ogni città d’Italia esistono numerose colonie feline, sorte in posti inimmaginabili, divenute famose nel corso degli anni.

Secondo una indagine di Legambiente sono circa 14.900 le colonie sparse nel bel paese e la città più popolata di gatti risulta essere Roma. Sono circa 56.000, i gatti registrati nelle colonie di questa incantevole città, che ci fa tornare indietro nel tempo, quando l’attrice Anna Magnani portava da mangiare ai suoi gatti di strada.

Chi non ha mai sentito parlare dell’Oasi felina di Largo di Torre Argentina, situata tra ruderi archeologici, dove vivono gatti coccolati da gattare e volontari ogni giorno?

Così come La colonia felina dei Gatti di Su Pallosu, situata sulle rocce e la spiaggia, di fronte al mare dell’incantevole Sardegna, e che ospita tantissimi mici, accuditi ogni giorno da volontari e persone eccezionali.

Foto Oasi Felina Torre Argentina
Foto Oasi felina Su Pallosu

Ma esistono anche colonie feline molto piccole, sorte in giardini condominiali o semplicemente in comunissime vie di città. Di solito sono gestite da singoli cittadini che dedicano gran parte del proprio tempo e delle proprie risorse economiche ai nostri amici a quattro zampe, semplicemente per Amore.

Dovete sapere che né la pioggia, né la neve, né l’afa e né i giorni di festa ferma chi ha deciso di prendersi cura di una colonia, a raggiungere i mici di strada.

Chiediamo allora alla nostra amica Cristina Massa, volontaria e presidente di Associazione DI.A.N.A. “Onlus” a sostegno di colonie feline e rifugi privati in difficoltà quale è il ruolo della gattara e alcuni consigli utili, se abbiamo deciso di iniziare a gestire una piccola colonia felina.

“La gattara svolge una funzione, quella di responsabile delle colonia felina, dettata dall’amore per i gatti randagi, prendendosi cura di quelli che stanno male e ha compiti ben precisi e regole da mantenere.”

Cristina ci suggerisce che è preferibile portare da mangiare ai gatti della colonia che si gestisce sempre allo stesso orario, poiché i gatti sono abitudinari, in modo anche che consumano subito il cibo.

“Il cibo – ci spiega la volontaria- va messo in un posto all’ombra e lontano dal sole per evitare che si decomponga ed emani cattivi odori. Inoltre le pappe vanno versato in piattini usa e getta, che vanno cestinati dopo che i gatti hanno mangiato, lasciando pulita la zona.”

“Soprattutto è opportuno non far mangiare il cibo direttamente dalla scatoletta poiché con il bordo tagliente della lattina il gatto può farsi male. Bisogna ricordarsi anche di lasciare sempre una ciotolina con l’acqua fresca.”

Quindi è necessario portare con se una busta per raccogliere i rifiuti e tenere sempre pulite e al riparo i posti dove i gatti tendono a dormire come cassette, scatole di polistirolo e cuccette di lana.

“Altro compito importante della gattara è quello di provvedere alla sterilizzazione dei gatti, gratuita e utile per salvaguardare la salute del gatto e per evitare la crescita incontrollata della colonia, in collaborazione con il Servizio veterinario ASL, che si occuperà anche in caso di visite e controlli dei gatti che stanno poco bene.”

Non è poi così difficile prendersi cura dei mici più sfortunati di strada! Con un po’ di impegno possiamo trasformare il nostro tempo libero in qualcosa che sicuramente ci riempirà il cuore d’amore. 🐾

Gatti e Gattare D'Italia

In foto: Anna Magnani, attrice e gattara. In realtà, la regina delle gattare.

19 Agosto 20204 Comments, Tecnologia | App | News | Google
L’amore verso un animale ci fa sentire meno soli

L’amore verso un animale ci fa sentire meno soli

La compagnia di un animale spesso, senza rendercene conto, può migliorare la nostra vita, soprattutto quando stiamo affrontando situazioni complesse e difficili o ci sentiamo semplicemente giù di morale.

Sembrerebbe infatti che Il cane o gatto con il quale viviamo, percepisca perfettamente il nostro stato d’animo meglio di qualsiasi umano, in un momento di sconforto.

Ci coccola, ci è vicino, e cerca in tutti i modi di non farci sentire soli. Quasi ad incoraggiarci, il nostro amico peloso ci porge la sua zampa, creando con noi un legame d’amore, una simbiosi perfetta, una cosa meravigliosa.

La Storia di Cloe

La storia di Cloe e del suo umano

A raccontarci di come un animale può essere un vero antidepressivo naturale è Davide, un giovane infermiere siciliano che ha adottato la piccola Cloe, in un periodo difficile della sua vita, dovuto alla perdita di una persona cara.
Cloe è una allegra e affettuosa gattina bianca e nera, con un cuoricino disegnato sul naso, che circa un anno fa inaspettatamente è entrata nella vita di Davide.

“Il giorno che ho deciso di accogliere nella mia casa Cloe, ero al telefono con un amico, e mi raccontava che una gatta, che da piccola era stata recuperata dalla spazzatura, aveva partorito i cuccioli, e se volevo adottarne uno. – Mi sono detto mentalmente – “E’ proprio ciò che sto cercando in questo momento di solitudine!”

Davide quando vede Cloe si innamora incondizionatamente della sua dolcezza, e quando la porta a casa, sin dall’inizio si rende conto che nascerà tra loro uno stretto legame. Sorride quando la gattina compie una marachella, gioisce quando salta sui mobili e cerca di acchiappare le mosche, e il suo umore è più sollevato.

“Per tredici anni ho vissuto con Birillo, il mio gatto, ed ho sempre cercato di accudire, curare, aiutare e amare tutti gli animali. Oggi con Cloe so che c’è sempre qualcuno che mi aspetta a casa, che mi salta addosso, mi regala coccole, e che mi rende predisposto a sentimenti come l’empatia, l’amore e il rispetto del pianeta, la fiducia verso gli altri.”

Un legame sincero e profondo, che non ha fatto perdere la speranza a Davide di credere nella sensibilità che ogni persona ha nell’animo.

“Nei primi periodi Cloe, quando ero triste veniva tutte le notti a dormire sul mio petto, come se avvertisse il mio essere nostalgico. Amo i gatti anche perché li ritengo animali molto particolari con una grande sensibilità.

Riescono in qualche modo a ripulire le tue energie, a cacciare l’energie negative della casa, e credo che abbiano delle qualità spirituali. D’altronde è risaputo che per questo motivo erano sacri agli egizi.”

La Storia di Cloe

Sicuramente l’adozione di Cloe è servita a entrambi, ma come ci sottolinea Davide, Cloe anche se vive in una casa bellissima e accogliente è stata più generosa rispetto al suo umano, donandogli ogni giorno una vita serena.

“Ebbene si! Questo esserino che pesava meno di un chilo, quando è arrivata a casa ha fatto più lei un favore a me che non io a lei! Appiccicosa come un bubble bum e dolce come una crema, Cloe è la dimostrazione dell’AMORE!”

L’amore, questo sentimento magico che oltre a farci star meglio genera altro amore, unione e condivisione. Perciò Davide ha deciso grazie a Cloe di esprimerlo, soprattutto ora che tutti, umani e animali, stiamo vivendo sofferenze immense generate da questo periodo di incertezze e violenza.

“Non incattiviamoci, – conclude Davide – con l’odio, i conflitti, le menzogne, non otteniamo nulla, nella sofferenza invece cresci e diventi migliore, e sicuramente con l’amore faremo del bene agli altri, umani e animali che ci daranno modo di evolvere e affrontare la vita con rispetto e un po’ più di serenità.”

Cloe ci insegna che uno scricciolo di pochi chili può davvero trasformare la nostra vita.

Adotta non comprare, cerca la tua impronta sui nostri appelli e se anche tu vuoi raccontarci la storia dell’adozione del tuo pet scrivici, saremo lieti di condividerla. 🐾

19 Agosto 20204 Comments, Tecnologia | App | News | Google
Cucce fai da te per i randagi – Enpa Barletta

Cucce fai da te - Ecco la proposta di Enpa Barletta

Avete mai pensato di realizzare un riparo sicuro per i randagi che vivono per strada? Tra poco comincerà la stagione fredda e delle piogge, forse è proprio questo il momento di realizzare semplicissime cucce fai da te rifugio per i nostri amici a quattro zampe più sfortunati.


Incontriamo il nostro amico Ciccio Calabrese, responsabile e volontario della sezione Enpa Barletta, che ci svela in un utilissimo video tutorial su come costruire cucce con pochissimi materiali.

Ci occorrerà polistirolo, scotch e un coltello, accendino, giornali e maglioni. Le scatole possono essere di misure svariate, in ogni caso i mici apprezzeranno.

Possiamo usare anche pannelli di legno e incollarli con la colla, ricoperti con un telo di plastica o cassette della frutta: la fantasia certo non ci mancherà e la spesa è minima.

Ciccio è un giovane di 32 anni nato a Barletta, che da sempre ha avuto l’amore per gli animali e nonostante la giovane età preferisce dedicare il suo tempo alla cura dei gatti randagi sul territorio e rinunciare a qualche uscita con gli amici.

Cucce Fai da Te Randagi
Cucce Fai da Te Randagi

“Qui in Puglia non ci sono molte strutture idonee per accogliere i randagi, per cui a seguito di un mio esposto nel 2015 per attivare il servizio di Pronto Soccorso per gli animali, che ad oggi è ancora attivo, chiesi aiuto a tutte le testate giornalistiche.

Fui contattato da Annarita Di Staso, volontaria e oggi vice presidente della sezione Enpa di Barletta, – spiega Ciccio – così che abbiamo aperto un gruppo, i Felini di Barletta, costituiti poi nell’associazione nazionale della sezione di Enpa di Barletta”.

Il randagismo in Puglia

Grazie all’intervento di Ciccio Calabrese e l’unione di altri volontari cittadini, il randagismo a Barletta è abbastanza controllato. Ma non del tutto eliminato.

“In città al momento si vive una situazione comunque idonea, anche se quello che facciamo non è mai abbastanza per tutti i gatti che necessitano davvero di cure.

Il randagismo, al sud, sappiamo benissimo che è una piaga dilagante, e cerchiamo sempre di essere in prima linea quando ci fanno segnalazioni di animali che vagano per strada o maltrattati.”

Cucce Fai da Te Randagi

Grazie all’intervento di Ciccio Calabrese e l’unione di altri volontari cittadini, il randagismo a Barletta è abbastanza controllato. Ma non del tutto eliminato.

Ciccio per amore dei suoi amici a quattro zampe ha scelto di dedicare le sue giornate interamente a loro, un grande impegno ma a detta sua ne vale davvero la pena. La sua giornata da volontario comincia presto e finisce tardi.

“Si mettono da parte un po’ gli affetti, le uscite con gli amici. Si rinuncia a molto per dedicare la giornata agli animali che hai in stallo, perché una volta che li prendi li devi comunque accudire.

Li devi far compagnia, li devi fare le terapie, li devi creare gli appelli per le adozioni. La giornata è abbastanza impegnativa calcolando che i gatti di cui ci occupiamo ad oggi sono circa 35 all’interno della nostra sede a Barletta e tutti cercano una famiglia che li adotti”.

Per Ciccio gli appelli sui social sono utilissimi, e con gioia ricorda l’adozione di Erminiona, una gatta, che subì un bruttissimo incidente a causa di una macchina agricola, in una azienda di Andria, che le tagliò mezza faccia. Fu subito fatto un intervento e dopo ci fu una richiesta d’adozione, da parte di una signora.

“Se ci uniamo, collaborando rispettando i criteri civili e morali, cambieremo la pessima situazione che da tempo giace nella nostra città; c’è bisogno di volontari, di cibo e di accessori. APRITE IL VOSTRO CUORE VERSO GLI ANIMALI!”

Questo è il messaggio che Ciccio, un giovane determinato e sensibile lancia sulla sua pagina Facebook. Seguite anche voi Enpa Barletta, i Felini di Barletta e Ciccio Calabrese.

Se anche voi volete raccontarci la storia dei vostri pet scriveteci saremo felici di condividerla 🐾

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Biscotti vegani per Cani

Biscotti Vegani per Cani

Il premio per il cane rappresenta non solo uno spuntino da sgranocchiare ma un gesto di gratitudine che abbiamo nei suoi confronti.

Chi gode della compagnia di un cane è abituato, infatti ad offrire al proprio amico a quattro zampe biscottini golosi che renderanno l’animale super felice. Ma avete mai pensato di preparare in casa biscottini vegani, sani e naturali?


Al supermercato troviamo prodotti per pet di varie specie. A volte è il prezzo economico a convincerci sull’acquisto, altre volte la marca. Ma se non sappiamo leggere le etichette, riportate sulle confezioni si corre il rischio di acquistare cibo di bassa qualità, ricco di grassi o esaltatori di sapori, che possono a lungo andar compromettere la salute del nostro amico.

Spesso, infatti nelle ciotole dei nostri cani finiscono pappe e crocchette realizzate con scarti alimentari della grande industria.

Sarebbe quindi preferibile abituare il nostro amico a mangiare cibi sani e soprattutto seguire una alimentazione fatta in casa, e se vegan ancora meglio. Numerosi studi sostengono che i cani possono seguire una dieta vegana migliorando la propria salute proprio come succede agli umani.

Ovviamente il cambio di alimentazione deve essere graduale, equilibrato, bilanciato e non improvvisato.

Intanto se non siete ancora convinti di cambiare la dieta del vostro cane, potete semplicemente provare a preparare in casa i biscottini vegan, ideali per la pulizia dei denti e valutare se li mangia volentieri o no.

Per fare circa 25 biscottini alle mele e carote ci servono:

  • 150 gr. di farina di farro
  • 50 gr. di riso soffiato
  • 1 mela grattugiata
  • 1 carota grattugiata
  • 1 cucchiaio di olio evo
  • Un goccio di acqua
  1. In una ciotola capiente mettiamo la farina, il riso, la mela e la carota grattugiate.
  2. Aggiungiamo l’olio e un goccio d’acqua e impastiamo con le mani per qualche minuto.
  3. Stendiamo l’impasto su un foglio di carta da forno aiutandoci con il mattarello.
  4. Possiamo sbizzarrirci nella forma che vogliamo dare ai biscottini. In commercio c’è anche lo stampino a forma di osso, oppure possiamo utilizzare un coltello e fare dei piccoli quadratini.
  5. Poniamo in una teglia e inforniamo in forno preriscaldato a 180° per circa 45 minuti.
  6. Lasciamo raffreddare e indurire i biscottini fino al giorno successivo.
Biscotti Vegani per Cani 1

Vi raccontiamo ora la testimonianza di Ylenia Giovannini, una nostra amica di Roma che ha scelto l’alimentazione vegana per i suoi due cani.

Lei prepara i biscottini con la farina di ceci, acqua e un po’ di sciroppo d’agave. Utilizza pochissimi ingredienti, a volte ci aggiunge le banane, o altra frutta o varie farine. Mischia tutti gli ingredienti, e ottiene un composto abbastanza consistente come se fosse la palla per preparare la piazza.

“Stendo l’impasto sulla carta da forno – ci spiega Ylenia – molto sottile e con un coppa pasta realizzo i biscottini, oppure li preparo come se stessi facendo gli gnocchi e poi li cuocio in forno a 220° per circa 40 minuti. Questi premi piacciono tantissimo ai miei cani.”

Ylenia Giovannini Biscotti Vegani per Cani

In foto: Ylenia e i suoi 2 cani ghiotti di biscotti vegani

Ylenia ci suggerisce anche di essiccarli con l’essiccatore invece che farli al forno, sottili e poi farli asciugare. Più sono duretti più piacciono.

“Con l’essiccatore ho fatto anche i croccantini con gli avanzi della centrifuga, ovviamente quelli che possono mangiare i cani. Gli avanzi diventano gustosi fiocchetti, da dare come snack. Così come le carote intere essiccate, per il cane sono un alternativo snack da sgranocchiare.”

Da quando i suoi cani sono vegani stanno molto meglio.

“Quando mangiavano le scatolette per pet soffrivano spesso di parassiti intestinali. Ora stanno in forma, ad esempio Amandina la mia cagnolina che viene da Amatrice, adottata dopo il terremoto, era stata colpita in una stalla con la mamma da una frana e purtroppo ha lo stomaco sensibile.

Se le davo i croccantini di carne, aveva la gastroenterite e stava male. Poi ho contattato il dottor Prota, che è il nostro nutrizionista di fiducia, e ho risolto con l’alimentazione vegana. Tutti mi prendevano in giro, per aver scelto l’alimentazione vegana per un cane, ora le mie amiche mi chiedono i croccantini fatti in casa anche per loro.”

Ricordiamoci che è sempre opportuno prima di cambiare alimentazione per i nostri amici consultare un veterinario o un nutrizionista proprio come ha fatto Ylenia, che saprà consigliarci al meglio.

Biscotti Vegani per Cani e non solo..

Per approfondimenti, AdozioniAnimali.com vi consiglia invece di leggere il libro “Il primo ricettario vegan per cani”, scritto dalla nota attivista per i diritti degli animali, Michelle A. Rivera, dove troverete ricette vegane fatte in casa, suggerimenti e informazioni su i cibi migliori e adatti ai nostri amici da compagnia e su i cibi da evitare perché nocivi.

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Nuno, il gatto con 9 vite

NUNO, il Gatto con 9 vite

La storia che vi racconterò oggi, comincia qualche mese prima che accadesse. E’ la storia di un gatto randagio e di un’ umana che ama i mici, e che quando ne incontra uno per strada, affamato o acciaccato che sia, si china a fargli due coccole e porgergli una pappa.

Il sogno di questa umana, che sono io, è quello di regalare a tutti i gatti di strada una casa, una famiglia, una pappa buona e un comodo divano, dove ogni giorno potersi stiracchiare e farsi le unghie. Anche se ciò non potrà mai avverarsi, continuo a sperare e a far si che questa missione si realizzi almeno nel mio piccolo mondo.


Quando ero bambina credevo che i gatti più felici fossero quelli che vivevano liberi e spensierati all’aria aperta. I gatti cacciatori, che ti portavano i topolini o gli uccellini come dono. I gatti golosi che ti venivano a trovare quando sentivano profumi dalla cucina, e soprattutto i gatti innamorati, quelli che la notte potevano guardar la luna e correre dalle loro innamorate alla scoperta dell’amore.

Quando invece, osservavo i gatti appisolati per ore e ore sulle poltrone o in piedi davanti alle finestre di casa, pensavo che fossero tristi. Forse da piccola non conoscevo nessun pericolo o forse non avevo ben chiaro cosa fosse la vita!

Qualche anno fa per strada ho fatto la conoscenza di un piccolo gattino bianco e grigio, poteva avere tre o quattro mesi. A differenza di altri gatti randagi che ho incontrato nella mia vita, questo micetto mi ha dato pensiero da subito.

Forse perché stava sul ciglio di una strada in curva, e incurante fissava un cespuglio di foglie davanti al muretto alto di una casa che sembrava abbandonata. Non capivo se quella fosse casa sua, dalla quale era scappato, o se cercava semplicemente cibo e chissà da dove venisse.

Da quel giorno facemmo subito amicizia. Ogni notte quando tornavo a casa da lavoro in macchina con Alessandro, mio marito, gli portavamo una pappa. Poi si faceva coccolare, e prima di salutarci gli facevo mille raccomandazioni, mentre lui, buono buono, saltava il muretto e andava a dormire in mezzo alle foglie.

Ed io andavo a dormire con l’immagine di quel gatto, di cui non aveva ancora un nome, e di come aveva gustato felice quella pappa e quelle carezze sfuggenti.

NUNO Gatti in Finestra

Dopo il nostro primo incontro, ogni notte, tranne quando pioveva quel gatto era lì, ad aspettarmi. Mi fermavo con la macchina, gli davo da mangiare e dopo andava a dormire oltre il muretto.

Sinceramente mi ero affezionata subito a quel musetto dolce e birbante, che da me a quanto pareva voleva solo cibo e qualche coccola. Avrei voluto trovargli da subito una famiglia, scrivere un appello per lui ma non sapevo se fosse di qualcuno.

Di giorno non c’era mai. Avevo anche perlustrato la zona, chiesto alle persone se conoscessero quel gatto. Ma nessuno mi ha saputo dare notizie.

“Qui ci sono tanti gatti!”– addirittura, qualcuno ha detto – “I gatti portano malattie!”-, o peggio – “Qui è un continuo di gatti, ci mancavano loro!”.

Insomma niente che potesse aiutarmi a capire dove stava quel gatto di giorno. Mi veniva da pensare che fosse veramente di qualcuno e che di notte scappava.

Non ero tranquilla per nulla, e poi il gatto si stava facendo grande, e se fosse stato veramente randagio avrei dovuto farlo per lo meno sterilizzare. La situazione si complicava.

Dopo aver riflettuto su tutte queste cose, quel gatto, per parecchi giorni non si è più visto. Cominciava a far freddo, i nostri incontri in quel periodo si erano fatti rari e quando misteriosamente appariva, ero felicissima che stava bene.

Ora era più grandicello, era diventato più diffidente, cercava sempre meno le coccole e dopo aver mangiato scappava come un razzo. Sinceramente ero più tranquilla quando non lo incontravo piuttosto che vederlo in pericolo sulla curva di quella strada, a giocare con le foglie.

La notte che decisi di dare un nome a quel gatto, fu una notte di lacrime e di tristezza. La ricordo come se fosse ora.

Quella notte, proprio poco prima dell’inizio di quella curva dove era solito stazionare il gatto, ci sorpassa un auto ad alta velocità. Nel mentre vedo qualcosa dall’altro capo della strada che corre per attraversare la strada, non riesco a capire. Questione di secondi. Cerco di connettere il cervello: la macchina che era davanti a noi, a tutta velocità ha investito un animale.

Freniamo di colpo, scendiamo di corsa dalla macchina, mentre la macchina davanti a noi si dilegua come se niente fosse. Riconobbi che era il mio piccolo randagino scapestrato e sfortunato, il gatto bianco e grigio era inerme in mezzo alla strada.

Piangevo dalla rabbia, dalla disperazione, mio marito ebbe la prontezza di levarlo dalla strada e di posarlo sul ciglio del marciapiede, sembrava che non respirasse più. Cercavo invano di chiamare i vigili, un veterinario, non mi rispondeva nessuno e chi mi rispendeva mi diceva di attendere in linea o di restare lì sul posto dell’incidente.

Aspettammo inutilmente che qualcuno arrivasse per aiutarci e dirci cosa fare, non sapevamo come comportarci in queste situazioni.

Avevo il cuore a mille, il gatto probabilmente aveva sbattuto la testa, sul corpo non aveva grosse lesioni, e sul musetto aveva un po’ di sangue, ma era immobile da quando l’avevamo raccolto dalla strada.

Dieci minuti così, lunghissimi minuti trascorsi tra lacrime e parolacce. E quando perdemmo tutte le speranze, con il cuore in gola, il gatto si svegliò dal suo coma, così come lo chiamo io, fece alcuni scatti nervosi e salti, e impaurito scappò nascondendosi sotto le macchine parcheggiate.

Non c’era verso di prenderlo, e la mia paura era che potesse essere così spaventato e finire sotto una macchina un’altra volta.

Ho passato la notte su quella strada, facendo segno alle poche macchine che passavano di rallentare. Quando ha iniziato ad albeggiare avevo la certezza che non sarebbero venuti ne i vigili ne chiunque altro.

Come un fulmine, come se nulla fosse successo, mi girai e vidi quel gatto che scavalcava il muro che lo conduceva dentro il giardino. Nuno, lo chiamai Nuno, perché mi augurai che fosse vero il detto che i gatti hanno 9 vite.

Mi addormentai con le lacrime agli occhi, mille domande mi passavano per la testa. Se non fossi passata lì in quel momento ma fosse passato chiunque altro? E se non si fosse fermato a raccogliere il piccolo e metterlo in sicurezza? Se fosse passata un’altra macchina che lo avrebbe schiacciato e ucciso per sempre?

Riuscii a chiudere gli occhi a inizio mattina con quei brutti pensieri e con la certezza che appena mi sarei svegliata sarei entrata a tutti i costi in quel giardino privato, scavalcando il muro alto alla ricerca di Nuno.

Era un giardino pieno di erba e spine, prima di entrare provai a suonare al portoncino accanto, ma non rispondeva nessuno, come già avevo provato a fare tempo prima. Scavalcai a fatica e mi feci coraggio ma non trovai nulla, ne Nuno ne qualsiasi cosa che mi facesse pensare che di lì era passato o viveva un gatto.

Fu soltanto nel tardo pomeriggio, che riprovai ad andare alla casa vicino al giardino. Bussai con insistenza al portoncino, e dopo tanto venne ad aprire un signore anziano, che sembrava non aver molta voglia di starmi a sentire.

Lo implorai di darmi retta, e quando gli raccontai che cercavo un gatto bianco e grigio e tutta la storia di Nuno, mi disse, che quel giardino era pieno di gatti randagi. Aveva provato a cacciarli senza ottenere risultato e soprattutto non aveva tempo per pensare ai gatti.

Supponeva che qualcuno glieli lanciasse nel giardino, che non curava più da quando aveva perso la moglie. Ogni tanto comprava i croccantini, perché in fondo lui amava gli animali.

Fu allora, che mi disse che quella mattina il gatto bianco e grigio, che di solito era sempre in giro, stranamente si era accucciato davanti alla sua porta, e si era fatto coccolare a tal punto che gli aveva aperto la porta di casa, e si era acciambellato sulla poltrona, dormendo tutto il giorno.

Nuno, il Gatto con 9 vite e Antonella.

NUNO GATTO 9 VITE

Mi fece cenno di entrare, ci presentammo e in quel momento cercai di convincere il signor Luciano, così si chiamava quell’uomo, a iscrivere tutti i gatti che venivano a trovarlo a una colonia, che sarebbe stata gestita da lui, e di farli sterilizzare tutti e che io gli avrei dato una mano.

All’inizio mi disse di no, ma dopo due giorni mi chiamò perchè ci aveva ripensato. Nuno fu subito portato dal veterinario per accertamenti, e sapere che stava benissimo fece sentir meglio anche me.

Fu sterilizzato dopo un mese, e ora vive felice e libero nel giardino, messo in sicurezza, che ora ha preso forma e colore insieme ad altri gatti della colonia.

Spero con tutto l’affetto che Nuno conservi intatte tutte le sue altre 8 vite. Ma soprattutto mi auguro che chiunque si fermi a soccorrere un animale ferito o che ha subito un incidente, perché è un dovere di ognuno di noi, a prescindere dal fatto che abbiamo o no a cuore il bene per gli animali.

Se volete raccontare la storia dell’adozione del vostro pet, scriveteci e saremo lieti di condividerla. 🐾

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