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Cucce fai da te per i randagi – Enpa Barletta

Cucce fai da te - Ecco la proposta di Enpa Barletta

Avete mai pensato di realizzare un riparo sicuro per i randagi che vivono per strada? Tra poco comincerà la stagione fredda e delle piogge, forse è proprio questo il momento di realizzare semplicissime cucce fai da te rifugio per i nostri amici a quattro zampe più sfortunati.

Incontriamo il nostro amico Ciccio Calabrese, responsabile e volontario della sezione Enpa Barletta, che ci svela in un utilissimo video tutorial su come costruire cucce con pochissimi materiali.

Ci occorrerà polistirolo, scotch e un coltello, accendino, giornali e maglioni. Le scatole possono essere di misure svariate, in ogni caso i mici apprezzeranno.

Possiamo usare anche pannelli di legno e incollarli con la colla, ricoperti con un telo di plastica o cassette della frutta: la fantasia certo non ci mancherà e la spesa è minima.

Ciccio è un giovane di 32 anni nato a Barletta, che da sempre ha avuto l’amore per gli animali e nonostante la giovane età preferisce dedicare il suo tempo alla cura dei gatti randagi sul territorio e rinunciare a qualche uscita con gli amici.

Cucce Fai da Te Randagi
Cucce Fai da Te Randagi

“Qui in Puglia non ci sono molte strutture idonee per accogliere i randagi, per cui a seguito di un mio esposto nel 2015 per attivare il servizio di Pronto Soccorso per gli animali, che ad oggi è ancora attivo, chiesi aiuto a tutte le testate giornalistiche.

Fui contattato da Annarita Di Staso, volontaria e oggi vice presidente della sezione Enpa di Barletta, – spiega Ciccio – così che abbiamo aperto un gruppo, i Felini di Barletta, costituiti poi nell’associazione nazionale della sezione di Enpa di Barletta”.

Il randagismo in Puglia

Grazie all’intervento di Ciccio Calabrese e l’unione di altri volontari cittadini, il randagismo a Barletta è abbastanza controllato. Ma non del tutto eliminato.

“In città al momento si vive una situazione comunque idonea, anche se quello che facciamo non è mai abbastanza per tutti i gatti che necessitano davvero di cure.

Il randagismo, al sud, sappiamo benissimo che è una piaga dilagante, e cerchiamo sempre di essere in prima linea quando ci fanno segnalazioni di animali che vagano per strada o maltrattati.”

Cucce Fai da Te Randagi

Grazie all’intervento di Ciccio Calabrese e l’unione di altri volontari cittadini, il randagismo a Barletta è abbastanza controllato. Ma non del tutto eliminato.

Ciccio per amore dei suoi amici a quattro zampe ha scelto di dedicare le sue giornate interamente a loro, un grande impegno ma a detta sua ne vale davvero la pena. La sua giornata da volontario comincia presto e finisce tardi.

“Si mettono da parte un po’ gli affetti, le uscite con gli amici. Si rinuncia a molto per dedicare la giornata agli animali che hai in stallo, perché una volta che li prendi li devi comunque accudire.

Li devi far compagnia, li devi fare le terapie, li devi creare gli appelli per le adozioni. La giornata è abbastanza impegnativa calcolando che i gatti di cui ci occupiamo ad oggi sono circa 35 all’interno della nostra sede a Barletta e tutti cercano una famiglia che li adotti”.

Per Ciccio gli appelli sui social sono utilissimi, e con gioia ricorda l’adozione di Erminiona, una gatta, che subì un bruttissimo incidente a causa di una macchina agricola, in una azienda di Andria, che le tagliò mezza faccia. Fu subito fatto un intervento e dopo ci fu una richiesta d’adozione, da parte di una signora.

“Se ci uniamo, collaborando rispettando i criteri civili e morali, cambieremo la pessima situazione che da tempo giace nella nostra città; c’è bisogno di volontari, di cibo e di accessori. APRITE IL VOSTRO CUORE VERSO GLI ANIMALI!”

Questo è il messaggio che Ciccio, un giovane determinato e sensibile lancia sulla sua pagina Facebook. Seguite anche voi Enpa Barletta, i Felini di Barletta e Ciccio Calabrese.

Se anche voi volete raccontarci la storia dei vostri pet scriveteci saremo felici di condividerla 🐾

13 Novembre 2021Comments Off
Associazione Calico: aiutiamo i randagi a cercare una casa

Associazione Calico

Fare volontariato in un canile o gattile è sicuramente uno dei modi migliori per occupare il nostro tempo libero, stando in compagnia di tanti amici a quattro zampe meno fortunati, che non hanno una famiglia e una casa.

Sonia Associazione Calico

Oggi incontriamo Sonia Nicoletta D’Angelo, volontaria e presidente di Associazione Calico, che dedica anima e corpo agli animali del gattile di Valle Grande a Roma sulla via Braccianese.

Coccole e carezze sono alla base di chi si occupa dei randagi, che, come sottolinea Sonia – “Sono molto spesso frutto di abbandoni e di sterilizzazioni non effettuate in nome dell’ignoranza colpevole.”

Fare il volontario è certamente un impegno grandissimo che ha come obiettivo il benessere degli animali, Sonia come nasce Associazione Calico?

Associazione Calico nasce due anni fa. Siamo un gruppo di persone che amano gli animali e ci occupiamo di tutte le bestioline, cani, ma anche conigli e gerbilli. Abbiamo avuto cavie peruviane e tempo fa, mi sono occupata personalmente anche dei cinghiali.

Dove vi trovate di preciso?

La sede legale è a Nepi e collaboriamo molto con la polizia locale, che ci chiama quando trova un animale, specialmente cane per non mandarlo in canile e non fargli fare una brutta fine. Inoltre ospitiamo in una cantina, i gatti in stallo o quando devono fare il post operatorio della sterilizzazione, e anche i cuccioli.

La Cantina dei gatti è al centro del paese e c’è una finestrella dove i micetti si mettono fuori a guardare e la gente che passa li vede e li accarezza. Ovviamente abbiamo messo un cartello su cui è scritto che i gatti sono protetti dall’Associazione Calico e cercano una famiglia.

Da moltissimi anni ti occupi di trovare una sistemazione e una famiglia ai tanti trovatelli che incontri per strada. Sonia, raccontaci l’impegno e l’amore che, come volontaria, doni tutti i giorni agli ospiti di Valle Grande.

Si, sono tantissimi anni che sto al gattile Valle Grande. Noi dell’Associazione Calico, come spiegavo all’inizio, ci occupiamo principalmente di animali bisognosi, malati o molto vecchi.

Come tutte le associazioni che stanno all’interno dei canili e gattili dobbiamo verificare che tutto vada bene e che il benessere degli animali sia rispettato. Da volontarie vediamo come stanno i gatti, li coccoliamo, cerchiamo di farli delle foto per spingere le adozioni, vediamo come stanno in salute.

Associazione Calico Adozioni

Cosa può fare, quindi un volontario quando si accorge che un animale non sta bene?

Il compito del volontario è segnalare al direttore sanitario che, per esempio “il gatto quando mangia sento che strilla forse ha dolore dei denti oppure respira male, o ha l’occhietto un po’ chiuso”. Quindi in questo caso segnali che l’animale non sta bene.

Negli ultimi anni sembra che i protagonisti dei social siano gatti e cani, e che addirittura i proprietari abbiano creato seguitissimi profili personali del proprio animale da compagnia. Quanto sono importanti oggi i social, invece per le condivisioni degli appelli?

I social, per quanto riguarda le adozioni e per farti conoscere sono molto importanti perché solamente grazie ai social riesci a fare molte adozioni. Anche se alla fine sono un’ arma a doppio taglio, perché comunque ti contatta molta gente che vuole il gatto solo perché è bello.

Infatti se mettiamo un gattino a pelo semi lungo o con una foto perfetta ti chiamano in molti, altrimenti se è un gattino nero con un pelo che non suscita nessun interesse nessuno ti chiama.

In realtà solo quando vieni a conoscere il gatto in gattile, ti accorgi che è un gatto coccolone e fa le fusa. E’ importante anche il passaparola e spesso c’è chi ti contatta poiché un suo amico ha preso un gatto o un cane da noi tempo fa.

Reputi che siano aumentate le adozioni rispetto agli anni passati?

Le adozioni oscillano tanto! Con il Covid, secondo me le adozioni sono molto diminuite, però è tutto molto relativo, d’estate si adotta pochissimo. Quando poi arrivano i cuccioli a fine agosto o inizio settembre la gente fa più richiesta.

Il problema delle persone è che comunque vogliono subito il gatto e noi specifichiamo che adottare un gatto è una cosa che va fatta con coscienza quindi deve essere una adozione consapevole.

Ti è mai successo di fare uno stallo a un cane o gatto e alla fine te ne sei innamorata accogliendolo per sempre in casa?

Da un po’ di anni a questa parte non posso più fare stalli perché il mio gatto cieco Paolino, è senza vaccino quindi non posso portare altri animali in casa. Lui è senza vaccino per il fatto che quando era piccolo i suoi fratelli sono morti di una malattia virale e neurologica, quindi tutti i veterinari mi hanno sconsigliato di vaccinarlo.

Come ti dicevo prima, ora faccio gli stalli nella cantina e si, mi innamoro dei gattini. Però nel tempo quest’amore si è trasformato, infatti noi volontari abbiamo tanto amore per gli animali ma è diventato un amore diverso da quello che hai per il tuo gatto di casa.

E’ un amore a tempo determinato nel senso che sai che a un certo punto con freddezza dovrai prendere il gatto e dovrai darlo all’adottante. Non mi metto a piangere che va via il gatto e se piango è un pianto di commozione.

C’è un’adozione che ricordi con commozione?

Mi sono commossa tantissimo un anno fa per l’adozione di un gattino che doveva raggiungere la sua nuova famiglia a Milano. Mi ha mandato un video la volontaria, partita con Italo, che stava portando il gatto a Milano, e con entusiasmo mi ha scritto “Siamo pronti per partire”. Quando il treno è giunto a destinazione mi arriva anche il video degli adottanti che accolgono il gattino.

Mi commuovo pure adesso a raccontarlo, vedere questo treno che arriva e tu sei lì e c’è tutta una organizzazione intorno di persone che la pensano allo stesso modo. Persone che fanno un lavoro diverso, non si conosco ma che hanno un unico obiettivo, quindi in quel momento è portare a destinazione uno scricciolo di neanche un chilo. Queste sono le storie più commuoventi!

Ogni adozione ha una sua storia, Sonia, quale è invece l’adozione che più ti ha fatto sorridere?

Mi ricordo quella in cui è venuta Giorgia, una ragazza che ora è diventata mia amica, e dopo tanti anni continua a mandarmi le foto dei suoi gatti felici. Lei era venuta per adottare Margherita, una gattina stupenda e nel box c’era anche Giovanni, che all’epoca era uno scriccioletto a pelo semi lungo, tutto nero, magrissimo, il più piccolo della cucciolata.

Noi consigliamo di adottarne sempre due e allora, ho preso il trasportino e invece di metterci solo Margherita ho messo anche Giovanni e le ho detto di prenderli tutti e due. Lei mi dice che assolutamente non può. A quel punto le ho detto con finta cattiveria di levarlo dal trasportino e di riportarlo nel box. Ha cominciato a insultarmi, perché non ci riusciva a prendere quel gattino così minuto. Si era accovacciato dietro Margherita come a dire “Portami a casa, portami via”, quindi lei non ce l’ha fatta. Ha chiamato la madre per farsi consigliare e alla fine se li è presi tutti e due.

Ogni volta mi ringrazia per averla costretta ad adottarli entrambi.

Giovanni è diventato un gattone bellissimo e simpatico che combina sempre danni. L’altro giorno mi manda una foto del gatto nero con scritto “Indovina chi è stato?”. Giovanni sembrava avesse la neve in testa, ma si era semplicemente messo nella busta del pecorino. Sorrido sempre quando penso all’adozione di Margherita e Giovanni.

associazione-calico

Grazie Sonia, noi di adozionianimali.com saremo lieti di ospitare i tuoi appelli anche qui!

Condividere e raccontare le adozioni dei nostri amici a quattro zampe è sempre una gioia, e ci fa capire che tra noi e gli animali c’è un filo sottile che ci unisce e si chiama empatia.

Se anche tu vuoi condividere la tua storia scrivici e saremo pronti ad ascoltarla. 🐾

13 Novembre 2021Comments Off
Pepita, la storia di una cagnolina abbandonata sull’autobus

Pepita, la storia di una cagnolina abbandonata sull'autobus

“Sento che la mia vita è cambiata da quando ho accolto nella mia casa Pepita. All’inizio pensavo che non sarei stato in grado di poter riuscire a condividere i miei pochi spazi con un animale bisognoso di mangiare, di giocare, di stare all’aria aperta, ma oggi sono certo che non potrei più fare un passo senza di lei.”

A parlare è Franco, papà di Pepita, una dolcissima cagnolina, abbandonata o dimenticata da alcuni Rom su un autobus alla periferia di Roma. Su quell’autobus, con il quale Franco stava rientrando a casa dopo una mattinata trascorsa a cercare un lavoro, nessuno sembra accorgersi che l’allegra combriccola è scesa senza quella cagnolina.

Pepita comincia a far festa e a scodinzolare felice sulle gambe di Franco che subito le regala una carezza. Arrivato alla sua fermata Franco scende ma dietro di se vede Pepita, che lo segue lungo la sua strada.

“In quel momento non sapevo cosa fare, Pepita continuava a camminarmi accanto. Era come se ci conoscessimo da sempre. Ero perplesso e allo stesso tempo convinto che quella cagnolina avesse scelto proprio me, come fratello o padre o padrone. Ma non pensavo minimamente di poterla tenere.”

Adottare un animale è sicuramente un gesto d’amore. A volte ci innamoriamo di cani o gatti che ammiriamo nelle brillanti foto degli appelli sui social, a volte andiamo direttamente in canile per cercare lo sguardo più tenero di un cagnolone o di un cucciolo che ci conquisterà, e al quale finalmente poter donare tutto l’amore del mondo.

Ma cosa succede, quando invece ad adottarci sono i nostri amici a 4 zampe?

Dopo inutili tentativi per trovare una nuova famiglia alla simpatica cagnolina bianca, che già si era ben appropriata di uno spazietto sul divano, il secondo giorno Franco decide di chiamarla Pepita. E oltre ad aprirle la sua casa le ha aperto il suo cuore. Pepita in quel momento salta dalla gioia, ha capito che quella è casa sua e sa che Franco ha deciso di tenerla con se.

“Amo gli animali, sono cresciuto con Zac, un cane straordinario quando ero piccolo. Dopo la sua perdita mi sono detto che non avrei mai più adottato cani, e dopo circa 30 anni, grazie a Pepita, ho cambiato idea. I cani sanno donarti tanto, a volte più delle persone.”

pepita cagnolina adottata 2

E’ proprio vero condividere con gli animali gioie e giornate è qualcosa di magico, è come tornare bambini in loro compagnia, giochiamo e corriamo insieme, ci divertiamo con la stessa leggerezza d’animo e semplicità di quando eravamo piccoli.

“Avevo timore di non poter offrire il meglio a Pepita, non avendo un lavoro stabile, ma lei è riuscita a farmi capire in quel momento che l’unica cosa che le importava era ricevere amore e condividere la sua vita nella nostra piccola casa.”

Eh si gli animali parlano anche con gli occhi e sanno farsi capire benissimo!

Se anche tu vuoi raccontare di come hai adottato il tuo pet non esitare a contattarci.

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13 Novembre 2021Comments Off